Eubulides of Miletus
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Eubulide di Mileto si colloca all'inizio della storia del sorites come un ingegnere birichino che ha compreso come i sistemi filosofici possano essere destabilizzati dal vocabolario più ordinario. Si sa molto poco della sua vita, e questa incertezza è essa stessa caratteristica: sopravvive principalmente come un nome legato a una famiglia di paradossi. Le testimonianze antiche lo associano alla scuola megarese, le cui abitudini dialettiche favorivano la pressione argomentativa, controesempi ingegnosi e un gusto per imbarazzare i compiacenti.
La sua importanza risiede meno nella dottrina che nell'invenzione. Il paradosso del sorites è uno dei puzzle tradizionalmente legati a lui, insieme al paradosso del mentitore e ad altre provocazioni dialettiche. Se egli "inventò" questi argomenti nel senso moderno del termine è dubbio; ciò che si può dire è che gli antichi lo consideravano una fonte memorabile di creazione di paradossi. In quel ruolo ha contribuito a fissare uno stile di filosofia in cui il linguaggio stesso è diventato l'avversario. Un mucchio, un uomo calvo, una linea tra sì e no: Eubulide riconobbe che i concetti che le persone usano con sicurezza nella vita quotidiana possono diventare instabili quando sottoposti a un'incessante scrutinio logico.
La questione centrale che anima il suo lascito è semplice e brutale: cosa succede quando un predicato sembra applicarsi a ogni stadio vicino di un cambiamento graduale, eppure fallisce chiaramente a un estremo? Il puzzle del sorites trasforma un banale mucchio di sabbia in una sfida per il pensiero esatto. Non è un'impresa da poco far generare a un oggetto così umile secoli di lavoro. Il genio di Eubulide, se si può usare questo termine, fu rivelare che l'incertezza ai margini non è un'inconvenienza minore, ma una caratteristica strutturale del linguaggio.
C'è una contraddizione nella sua immagine storica. Appare sia come un sofista che come un pioniere. Per i critici, era un imbroglione che si divertiva a far sembrare sciocche le persone comuni. Per i filosofi successivi, era un benefattore accidentale, costringendo la logica a diventare più consapevole di sé. Questa doppia reputazione è appropriata. I paradossi sono distruttivi solo se si assume che il linguaggio comune debba essere logicamente trasparente. Se si è disposti a imparare dall'imbarazzo, essi diventano strumenti diagnostici.
Eubulide è importante anche perché mostra come un problema filosofico possa sopravvivere al mondo del suo autore. Il suo nome non è legato a un trattato sopravvissuto, a una scuola con una dottrina stabilita o a un sistema canonico. Sopravvive invece nella pressione che i suoi puzzle esercitano sul pensiero successivo. Questo lo rende un tipo peculiare di filosofo: uno il cui contributo duraturo non è una teoria, ma una ferita nella teoria. Il paradosso del sorites è il tipo di lesione intellettuale che la filosofia non guarisce dimenticando; impara a convivere con essa costruendo nuove discipline attorno alla cicatrice.
