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InterlocutoreMathematics; probability theoryFrance

Pierre de Fermat

1607 - 1665

Pierre de Fermat occupa un posto peculiare nel dramma intellettuale che circonda Pascal: non come un mentore flamboyante o un teorico pubblico del caso, ma come l'architetto silenzioso di un nuovo modo di pensare. Ha reso possibile per Pascal trattare l'incertezza non come una nebbia da sopportare, ma come una struttura da analizzare. In questo senso, Fermat è stato meno un compagno che un catalizzatore. La loro famosa corrispondenza sui problemi del gioco non ha semplicemente prodotto una soluzione tecnica; ha esposto un temperamento. Attraverso Fermat, Pascal ha incontrato una mente disposta a trasformare l'ambiguità in calcolo e a fare del gioco una prova.

Il profilo psicologico di Fermat, per quanto possa essere ricostruito, è segnato da una tensione tra riserbo e audacia. Viveva esteriormente come un magistrato e un gentiluomo erudito, non come un matematico professionista nel senso moderno. Perseguiva la matematica in privato, spesso lontano dal controllo istituzionale, come se la creazione intellettuale fosse meglio protetta dalle esigenze dell'identità pubblica. Quella distanza gli conferiva libertà, ma gli dava anche una certa evasività. Poteva essere esigente senza dover rendere conto visibilmente, brillante senza dover esibire la brillantezza per una folla. Il risultato era una mente che sembra al contempo disciplinata e segreta, un uomo che preferiva la linea pulita di un argomento agli obblighi più disordinati della comunità intellettuale.

Questo non era semplicemente temperamento; era anche una strategia di auto-preservazione. Il lavoro matematico di Fermat si svolgeva accanto a una carriera legale nella Francia provinciale, e quella vita duale lo isolava dalla dipendenza dal patrocinio accademico. Tuttavia, gli permetteva anche di rimanere, sotto alcuni aspetti, un dilettante nel senso antico: colui che amava talmente tanto la cosa da farla senza aver bisogno di esserne posseduto. Il costo di quell'indipendenza era l'opacità. Ha lasciato meno documenti personali di quanto la sua importanza potrebbe suggerire, e la stessa intimità del suo pensiero è diventata difficile da recuperare perché non aveva l'abitudine di auto-spiegarsi.

Quella reticenza complica l'immagine di Fermat come puramente razionale. Ha contribuito a fondare il ragionamento probabilistico, ma lo ha fatto da un mondo ancora plasmato da onore, status e le abitudini di un'élite gentiluomo. La sua rigore matematico non ha annullato quelle assunzioni; coesisteva con esse. In termini pratici, i suoi contributi hanno aiutato a trasformare il gioco d'azzardo da un vizio sociale in un oggetto di analisi formale, e quel cambiamento aveva importanza. Significava che l'incertezza poteva essere addomesticata in regole. Ma l'impulso di addomesticamento aveva un doppio taglio: rendeva la previsione più potente, ma rischiava anche di adulare il desiderio umano di controllare ciò che rimane incontrollabile.

Per Pascal, il dono di Fermat era metodologico piuttosto che filosofico. Ha dimostrato che il caso poteva essere ragionato senza essere dissolto nella certezza. Quell'intuizione aveva enormi conseguenze. Una volta che l'incertezza divenne calcolabile, poteva essere utilizzata in finanza, giochi, assicurazioni, argomentazioni morali e, infine, nelle scienze del rischio che governano la vita moderna. Ma il costo di questo progresso era anche umano: il semplice atto di formalizzare l'incertezza può rendere più facile trascurare ciò che i numeri non catturano—paura, avidità, disperazione e i pesi diseguali del rischio tra le classi sociali. Le carte sul tavolo non erano mai solo carte.

Fermat stesso non fu sopraffatto da questa realizzazione; era, in un certo senso, protetto da essa dalla sua distacco. Tuttavia, quel distacco è parte della sua ambiguità morale. Ha ampliato il raggio della ragione rimanendo personalmente distaccato dalle conseguenze sociali del trionfo della ragione. Ha contribuito a creare un mondo in cui la probabilità poteva essere calcolata, lasciando però ad altri il compito di vivere all'interno dei calcoli. Nella storia di Pascal, questo è il suo significato più profondo: Fermat è la mente che ha reso il rischio intellegibile e, facendo ciò, ha contribuito a introdurre l'abitudine moderna di credere che l'incertezza possa essere gestita, se non conquistata.

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