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SistematizzatorePyrrhonian SkepticismRoman Empire (traditionally associated with Greece)

Sextus Empiricus

160 - 210

Sesto Empirico è il grande custode letterario dello scetticismo antico, ma il titolo lusinga leggermente l'uomo e sottovaluta il metodo. Non sappiamo quasi nulla di certo sulla sua vita: anche le sue date sono incerte, e il soprannome “Empirico” probabilmente indica meno una linea familiare che la sua pratica come medico associato alla medicina empirica. Quell'oscurità è rivelatrice. Sesto appare nella storia come qualcuno che preferiva la procedura alla personalità, la disciplina alla confessione e l'esame delle affermazioni alla messa in mostra di un sé. Sopravvive, essenzialmente, come un intelletto in movimento.

Se Pirrone fornì l'emblema e Arcesilao l'energia polemica, Sesto diede alla tradizione la sua articolazione più completa e sopravvissuta. Le sue opere, in particolare Outlines of Pyrrhonism e Against the Mathematicians, presentano lo scetticismo come un metodo, un vocabolario e una pratica terapeutica piuttosto che una singola tesi sull'impossibilità della conoscenza. Il nucleo psicologico di questo programma non è il nichilismo, ma il sollievo. Sesto osserva gli esseri umani intrappolati da certezze rivali, ciascun lato infiammato dalla propria fiducia, e offre la sospensione del giudizio come modo per sfuggire alla febbre. Lo scettico non finge di possedere un accesso nascosto alla verità; afferma solo di non aver trovato alcuna affermazione che possa resistere a una controaffermazione altrettanto vigorosa.

La sua domanda centrale era come la mente dovesse procedere quando gli argomenti su lati opposti sembrano equilibrati. La risposta di Sesto era epoché, sospensione del giudizio, seguita dalla tranquillità. Questa sequenza è importante. Non vuole semplicemente vincere una disputa intellettuale; desidera alleviare l'anima. Il suo scetticismo ha una giustificazione terapeutica: la fede dogmatica genera turbamento, mentre il ritiro disciplinato del consenso consente la pace. In questo senso, è meno un distruttore della certezza che un medico dell'eccesso di certezza.

Ciò che rende Sesto filosoficamente importante è la cura con cui distingue lo scetticismo dal dogmatismo. Lo scettico non afferma che la verità sia inconoscibile; dice che, finora, non ha trovato una garanzia sufficiente per risolvere la questione. Questa umiltà sfumata impedisce alla sua posizione di collassare in una dottrina grezza del dubbio universale. Tuttavia, la posizione ha una sua durezza nascosta. La postura pubblica di Sesto è la moderazione, ma la sua scrittura è incessantemente combattiva. Catalogando i fallimenti della ragione con straordinaria pazienza, poi usa la ragione stessa per esporre quei fallimenti. Diffida del dogma, ma i suoi libri sono monumenti di aggressione argomentativa. L'uomo che consiglia calma è anche un esaminatore incrociato intellettuale.

Quella contraddizione è una delle cose più umane di lui. Gli scettici spesso appaiono distaccati, ma le pagine di Sesto suggeriscono un profondo investimento nella giustizia intellettuale: il rifiuto di lasciare passare un'affermazione semplicemente perché è tradizionale, impressionante o emotivamente consolante. Potrebbe aver creduto che il consenso prematuro sia un vizio morale oltre che epistemico, poiché vincola le persone a posizioni che non possono difendere adeguatamente e provoca conflitti infiniti nel mondo. Tuttavia, il costo della sua rigore è visibile anche. Il suo metodo può sembrare un rifiuto permanente della chiusura, una vita vissuta con i freni tirati. La serenità che promette dipende da una disciplina ripetuta di contenimento, e il contenimento non è mai gratuito; richiede che l'anima rinunci alle soddisfazioni della finalità.

L'opera di Sesto è piena di distinzioni precise: tra apparenze e giudizi, tra ciò che sembra e ciò che è affermato, tra vita pratica e asserzione metafisica. Non è un distruttore dell'esperienza, ma un tecnico del contenimento. Uno dei suoi risultati duraturi è mostrare come lo scetticismo possa preservare la vita ordinaria mentre ritiene di non dare consenso alle grandi teorie che di solito pretendono di spiegarla. Mantiene il mondo intatto declassando le nostre teorie su di esso.

Sesto divenne enormemente influente dopo che i suoi testi furono riscoperti nel Rinascimento e nel periodo moderno. È uno dei grandi pensatori tardivi della filosofia: letto tardi, ma con conseguenze esplosive. Le sue pagine divennero un campo di prova per Cartesio, Hume e molti altri. Rimane indispensabile perché mostra lo scetticismo nel suo aspetto più disciplinato, meno teatrale e più filosoficamente preciso. Mostra anche il suo prezzo: la vita intellettuale spogliata di conforto, ma non di coscienza.

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