L'ambizione matura di Engels era di fornire al materialismo storico non solo un vantaggio politico, ma anche un'architettura concettuale. Ciò significava chiedersi come la struttura economica della società si relaziona con il diritto, lo stato, l'ideologia e persino le scienze naturali. In opere come Anti-Dühring (1878) e Dialettica della natura, pubblicata postuma, presentò il marxismo come un modo comprensivo di comprendere il cambiamento: non un dogma chiuso, ma un metodo per tracciare l'interazione di forze, contraddizioni e trasformazioni attraverso i vari ambiti.
Il sistema inizia con la produzione materiale. Gli esseri umani devono mangiare, costruire, vestirsi e riprodurre la vita sociale prima di poter filosofare su di essa. Da questo fatto ordinario Engels deriva un principio metodologico: per comprendere una società, si deve iniziare dal modo in cui organizza il lavoro e la proprietà delle risorse produttive. Un ordine feudale, un ordine schiavista e un ordine capitalista differiscono non solo nei valori, ma nelle relazioni sociali che determinano ciò che conta come proprietà, autorità e dipendenza. Un'illustrazione concreta è la fabbrica stessa, dove il lavoratore individuale appare libero ma è strutturalmente dipendente dal salario. Un'altra è il nucleo rurale sotto il feudalesimo, dove la dipendenza assume una forma diversa: obbligo verso il signore e la terra piuttosto che contratto e mercato. Il sistema di Engels confronta queste forme senza pretendere che siano moralmente equivalenti.
Il famoso elemento dialettico proviene da Hegel, ma Engels gli conferisce un'inflessione materialista. Il cambiamento procede attraverso contraddizioni, non per accumulo sereno. I cambiamenti quantitativi possono diventare rotture qualitative; un sistema può contenere tensioni che non può assorbire indefinitamente. Engels spesso illustrava questo con esempi naturali e tecnici. L'acqua diventa vapore a una soglia; l'accumulo sociale diventa crisi quando la produzione supera i mercati o quando le antagonismi di classe si organizzano politicamente. Questi non sono intesi solo come analogie poetiche. Servono a mostrare che la realtà cambia per salti, non solo attraverso uno sviluppo fluido.
È per questo che Engels pensava che il socialismo non dovesse essere immaginato come un desiderio etico staccato dalla storia. In Socialismo: utopico e scientifico (1880), contrappone i sognatori socialisti precedenti a un movimento radicato nell'analisi dello sviluppo stesso del capitalismo. Robert Owen, Charles Fourier e Henri de Saint-Simon sono trattati con rispetto come pionieri che hanno visto la miseria della società borghese e cercato alternative. Ma la loro debolezza, secondo Engels, era che progettavano comunità ideali piuttosto che localizzare le forze materiali capaci di produrre cambiamento. La sorprendente svolta qui è che Engels non rifiuta semplicemente l'utopia; assorbe la sua energia morale mentre la sottordina a una rigorosa spiegazione.
Lo stato, secondo questo punto di vista, non è un arbitro imparziale che sovrasta le classi. È una forma attraverso cui le relazioni sociali dominanti si assicurano. A volte questo appare attraverso coercizione aperta: polizia, esercito, tribunali, censura. A volte appare attraverso una mediazione più sottile: la santificazione legale dei contratti, l'amministrazione della proprietà, la gestione dell'ordine. Un esempio concreto è l'anno rivoluzionario 1848, quando il linguaggio costituzionale e la forza pubblica erano così intrecciati che la "neutralità" dello stato poteva essere vista come uno stile di dominio di classe piuttosto che come il suo opposto. Un secondo esempio è la Comune di Parigi del 1871, che i marxisti successivi trattarono, con Engels, come prova che la macchina statale esistente non poteva semplicemente essere sequestrata e utilizzata senza modifiche.
Engels estese anche il sistema alla famiglia e allo status delle donne in L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato (1884). Traendo spunto dall'antropologia di Lewis Henry Morgan, sostenne che le forme di parentela e di eredità erano storicamente variabili e che la subordinazione delle donne si intensificava insieme alla proprietà privata e all'eredità monogama. Questa fu un'importante espansione del materialismo storico oltre la fabbrica. Suggeriva che la sfera intima, spesso immaginata come naturale e senza tempo, è anch'essa plasmata dalla storia economica. La questione non è solo chi possiede la fabbrica, ma come la proprietà organizza la vita domestica, la sessualità e la discendenza.
Forse l'estensione più audace fu il tentativo di Engels di trattare la natura stessa in modo dialettico. Qui gli studiosi hanno discusso più aspramente se Engels stesse generalizzando responsabilmente un metodo o se lo stesse estendendo in modo eccessivo nella filosofia naturale speculativa. Credeva chiaramente che la scienza rivelasse processi di trasformazione, interdipendenza e sviluppo, e voleva resistere a qualsiasi immagine della realtà come meccanismo statico. Ma la sua ambizione era più che epistemologica. Voleva che il marxismo fosse una visione del mondo capace di spiegare sia l'ordine sociale che quello naturale senza dividerli in regni separati.
Un esempio concreto del sistema è la teoria della crisi. L'eccesso di produzione, il calo dei tassi di profitto, l'espansione speculativa e la disoccupazione non sono incidenti esterni, ma conseguenze dell'accumulazione competitiva. La stessa logica che spinge le imprese a innovare può costringerle all'eccesso di espansione e al collasso. Un altro esempio è l'espansione imperiale, che Engels e i marxisti successivi compresero come un percorso attraverso il quale il capitale cercava mercati, materie prime e sbocchi per il surplus. Il sistema collega così un mulino di Manchester, un porto coloniale e un dibattito parlamentare in un unico processo storico.
Ormai la portata del quadro di Engels è inconfondibile. Aspira a spiegare produzione, politica, famiglia, scienza e la transizione storica stessa. Ma più grande diventa il sistema, più è esposto a obiezioni. Riduce la cultura all'economia? Introduce inevitabilità dove la storia è più complessa? Una teoria della contraddizione stessa può diventare rigida? Queste non sono semplicemente preoccupazioni pedanti successive. Sono il fuoco in cui le affermazioni di Engels sono state messe alla prova, ed è lì che la forza del sistema incontra i suoi limiti.
