The Philosophy ArchiveThe Philosophy Archive
Back to Bertrand Russell
InterlocutoreBritish mathematics and philosophy; CambridgeUnited Kingdom

Alfred North Whitehead

1861 - 1947

Alfred North Whitehead entrò nella storia di Russell come collaboratore, co-autore e, infine, apostata filosofico. Non era semplicemente un aiutante con una penna più affilata; era il tipo di mente capace di mantenere insieme una vasta struttura formale senza confondere la struttura con la verità. Come matematico e logico, Whitehead portò la pazienza disciplinata che Bertrand Russell spesso mancava. Negli anni di Principia Mathematica, quella pazienza divenne una sorta di lavoro morale. L'opera in tre volumi non era solo un argomento; era una prova di resistenza, un monumento alla convinzione che la matematica potesse essere assicurata su basi logiche se solo si fosse disposti a sopportare abbastanza astrazione, ripetizione e ritardo. Whitehead accettò il fardello. Trattò il formalismo come una seria vocazione intellettuale, anche quando il compito minacciava di divorare la vita attorno a esso.

Questa è la prima contraddizione in Whitehead: l'uomo di precisione che era attratto da sistemi così totali da avvicinarsi alla metafisica di soppiatto. Aiutò a produrre una delle opere più austere della filosofia moderna, eppure non si sentì mai a proprio agio con un universo ridotto interamente a simboli. Il Whitehead pubblico del periodo fondazionale appare quasi monastico nella sua calma, nel suo contenuto tecnico. Ma sotto quella compostezza si celava un pensatore inquieto per le implicazioni della riduzione. Non voleva semplicemente dimostrare la matematica; voleva comprendere che tipo di realtà potesse rendere possibile la matematica. Quella domanda alla fine lo allontanò dal temperamento sempre più anti-metafisico di Russell.

Russell si muoveva verso l'analisi, la chiarezza e il combattimento pubblico. Whitehead si muoveva verso il processo, l'organismo, la relazione e la speculazione cosmica. La frattura non era solo intellettuale ma anche psicologica. Il temperamento di Russell cercava la vittoria attraverso la distinzione; quello di Whitehead cercava la coerenza attraverso l'accomodamento. Russell voleva smontare i problemi. Whitehead voleva vedere come potesse apparire un mondo in divenire se si rifiutasse di trattare entità statiche come ultime. La sua filosofia successiva si legge come l'aldilà del progetto Principia: una volta che il sogno di una fondazione logica finale aveva esposto i suoi limiti, Whitehead non abbandonò la costruzione di sistemi. La dirottò. Sostituì la certezza con il processo e, facendo ciò, rivelò una mente meno interessata a vincere argomenti che a salvare il significato dalla frammentazione.

Il costo di quella trasformazione era reale. Per Russell, Whitehead divenne meno centrale come partner e più distante come successore. Per lo stesso Whitehead, il distacco dalla logica tecnica significava lasciare indietro la forma di fama che Principia avrebbe potuto garantire. Non divenne un intellettuale pubblico nel modo di Russell e non perseguì la controversia come una vocazione. Invece, accettò un'autorità più lenta e solitaria, costruita sulla difficoltà piuttosto che sulla notorietà. Quella scelta proteggeva la sua integrità ma limitava la sua portata pubblica.

Il ruolo di Whitehead nella storia della filosofia è quindi duplice e scomodo. È indispensabile per il conseguimento formale che definì le ambizioni fondazionali di Russell, eppure espone anche l'inadeguatezza di quella ambizione quando viene presa come una filosofia completa. La sua carriera mostra come la collaborazione possa diventare divergenza e come il lavoro di costruzione di una macchina logica possa insegnare ai suoi costruttori che la realtà non è affatto una macchina.

Philosophies