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Philosopher

Nāgārjuna

Nagarjuna trasformò la ricerca buddhista della liberazione in una filosofia spietata del vuoto: se le cose esistessero per propria natura fissa, il cambiamento, la causazione e la liberazione collasserebbero con esse.

150–250 ADAsia
Nāgārjuna

Quick Facts

Period
150–250 AD
Region
Asia
Key Figures
Āryadeva, Bhāviveka, Buddhapālita +2 more

Key Figures

The Story

This narrative combines documented history with dramatized scenes for storytelling purposes.

Timeline

Nascita approssimativa di Nagarjuna

**150 AD** — Nagarjuna è tradizionalmente collocato intorno al secondo secolo d.C., sebbene le date esatte siano incerte. L'oscurità storica che circonda la sua vita ha successivamente incoraggiato uno strato ricco di leggenda, commento e memoria settaria.

Composizione del Mūlamadhyamakakārikā

**200 AD** — Il trattato fondamentale di Nagarjuna sulla via di mezzo divenne il testo centrale della filosofia Madhyamaka. In esso, egli sfida sistematicamente l'esistenza intrinseca attraverso la causalità, il movimento, l'io e il tempo.

Sviluppo della dottrina delle due verità

**225 AD** — La distinzione di Nagarjuna tra verità convenzionale e verità ultima diventa uno strumento decisivo per spiegare come il linguaggio e la pratica quotidiana possano rimanere validi anche quando tutte le cose sono vuote di natura intrinseca. I successivi interpreti considerano questo come una delle sue innovazioni filosofiche più importanti.

Morte approssimativa di Nagarjuna

**250 AD** — La data di morte di Nagarjuna non è conosciuta con certezza, ma le tradizioni lo collocano nel terzo secolo d.C. A quel punto, il suo stile di argomentazione aveva già iniziato a definire una linea filosofica distinta all'interno del Buddhismo Mahayana.

Āryadeva estende la critica Madhyamaka

**350 AD** — Il lavoro di Āryadeva contribuisce a consolidare l'intuizione di Nāgārjuna in una scuola trasmissibile. I suoi testi affinano le implicazioni etiche e argomentative del vuoto per la successiva scolastica buddista.

Il commento prasaṅga di Buddhapālita

**450 AD** — La lettura di Nagarjuna da parte di Buddhapālita enfatizza la confutazione basata sulle conseguenze piuttosto che una tesi indipendente. Questo diventa un'interpretazione decisiva nei dibattiti successivi su come il Madhyamaka dovrebbe argomentare.

Bhāviveka critica Buddhapālita

**500 AD** — Bhāviveka sostiene che il Madhyamaka dovrebbe anche impiegare un ragionamento sillogistico autonomo. La sua critica provoca un importante dibattito interno su se il metodo di Nāgārjuna sia puramente negativo o possa sostenere prove positive.

L'interpretazione influente di Candrakīrti

**600 AD** — Candrakīrti difende il prasaṅga e diventa l'interprete classico più influente di Nāgārjuna in Tibet. Il suo lavoro contribuisce a stabilizzare la ricezione di Nāgārjuna come filosofo dell'origine dipendente radicale e del vuoto.

Il Madhyamaka entra nella cultura scolastica tibetana

**700 AD** — Le opere di Nagarjuna sono integrate nei principali curricula del buddismo tibetano, dove diventano centrali per la formazione filosofica. La tradizione lì considera la vacuità sia come un'analisi rigorosa che come una guida alla meditazione e alla condotta.

Recupero filologico moderno di Nagarjuna

**1900** — Gli studiosi europei e asiatici iniziano a editare, tradurre e confrontare i testi di Nagarjuna in modo più sistematico. Questo periodo rende possibile lo studio moderno del Madhyamaka come sistema filosofico piuttosto che solo come autorità religiosa.

La filosofia comparativa moderna si occupa del vuoto

**1959** — Con la crescita degli studi buddisti e della filosofia comparata, Nagarjuna diventa un punto di riferimento importante nei dibattiti sulla metafisica, il linguaggio e l'anti-essentialismo. Il suo pensiero inizia a circolare al di fuori delle istituzioni buddiste, entrando in discussioni filosofiche più ampie.

Nagarjuna rimane un interlocutore filosofico attuale.

**2024** — I filosofi contemporanei, i buddhologi e gli studiosi di religione continuano a discutere la migliore interpretazione del vuoto e delle due verità. Nagarjuna rimane centrale nei dibattiti su se il sé, gli oggetti e i concetti possano essere compresi senza un'essenza intrinseca.

Sources

  • primary_text
    Nagarjuna, Mūlamadhyamakakārikā: The Fundamental Wisdom of the Middle Way, trans. Jay L. Garfield

    Standard modern translation and philosophical commentary on Nagarjuna’s central text.

  • primary_text
    Nagarjuna, The Dispeller of Disputes (Vigrahavyāvartanī), trans. Jan Westerhoff

    Important text on self-referential objections and the logic of emptiness.

  • reference_entry
    Stanford Encyclopedia of Philosophy: Nagarjuna

    Reliable overview of Nagarjuna, Madhyamaka, and major interpretive debates.

  • reference_entry
    Internet Encyclopedia of Philosophy: Nagarjuna

    Accessible scholarly summary of his philosophy and its historical context.

  • scholarly_book
    Jay L. Garfield, The Fundamental Wisdom of the Middle Way: Nagarjuna’s Mulamadhyamakakarika

    Influential philosophical translation and interpretation of Nagarjuna.

  • scholarly_book
    Jan Westerhoff, Nagarjuna’s Madhyamaka: A Philosophical Introduction

    Clear study of Nagarjuna’s arguments, method, and philosophical stakes.

  • scholarly_book
    C.W. Huntington Jr., The Emptiness of Emptiness: An Introduction to Early Indian Madhyamaka

    Classic study emphasizing the dialectical and soteriological dimensions of Madhyamaka.

  • scholarly_book
    Richard P. Hayes, Nāgārjuna: The Limits of Thought

    Important philosophical reading of Nagarjuna’s critique of conceptual limits.

  • scholarly_book
    David Seyfort Ruegg, The Literature of the Madhyamaka School of Philosophy in India

    Foundational historical and philological study of Madhyamaka texts and lineages.

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