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SuccessoreEpicureanismGreece (Samos/Athens)

Epicurus

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Epicuro ereditò l'atomismo, ma non si limitò a ripeterlo. Prese il duro e impersonale meccanismo dell'universo di Democrito e lo trasformò in uno strumento morale, una filosofia mirata a curare il terrore. Questa è la prima cosa da comprendere su di lui: non era interessato alla natura per il suo stesso bene, ma perché la natura poteva tormentare le persone o liberarle. Dietro il tono calmo del suo insegnamento si celava una ferita psicologica molto specifica: la convinzione che gli esseri umani vivano sotto una paura inutile, soprattutto la paura dell'ira divina, del destino e della morte. La sua filosofia è meglio letta come un tentativo di anestetizzare quegli orrori spiegandoli.

Epicuro accettò l'immagine atomista secondo cui i corpi sono composti, che l'anima è materiale e che le apparenze devono essere setacciate con attenzione prima di poter essere considerate verità. Ma affilò il significato pratico di quelle affermazioni. Se tutto è fatto di atomi che si muovono attraverso il vuoto, allora il tuono, la malattia e la mortalità non sono segni di un ordine morale cosmico. Sono eventi. Questo suona liberatorio, ma rivela anche la sua severità. Non liberò semplicemente le persone dalla superstizione; richiese anche che abbandonassero illusioni confortanti. Gli dèi, se esistono, non sono governatori della vita umana. L'anima non sopravvive come sé consapevole dopo la morte. Non esiste un copione provvidenziale. Per molte persone, questo non era conforto, ma un ulteriore shock.

La sua giustificazione era che il dolore diventa peggiore quando l'immaginazione lo gonfia. Epicuro costruì una terapia attorno al limitare il desiderio, ridurre le ambizioni e addestrare la mente a soffermarsi sui piaceri semplici. Il piacere, nel suo sistema, non era indulgenza ma equilibrio: l'assenza di dolore corporeo e disturbo mentale. La vita ideale era tranquilla, modesta e autocontrollata. In questo senso, si presentò come un liberatore dall'eccesso, eppure la sua liberazione avvenne attraverso una rinuncia disciplinata. L'immagine pubblica della facilità epicurea spesso maschera un'etica privata più severa. Non stava predicando il lusso; stava prescrivendo una moderazione così severa da apparire quasi ascetica.

Quella contraddizione è centrale nel suo lascito. Epicuro promise libertà, ma la raggiunse restringendo l'ambito della speranza umana. Offrì pace convincendo le persone ad accettare la mortalità senza consolazione metafisica. Per alcuni seguaci, questo era un'onestà coraggiosa. Per altri, era un freddo compromesso: vivere serenamente ora, ma solo dopo aver rinunciato al sogno che la propria sofferenza significhi qualcosa di più grande. Il costo emotivo della sua filosofia ricadeva non solo sul credente, che doveva affrontare l'estinzione, ma anche sulla cultura più ampia che ricevette le sue idee. Aiutò a rendere l'atomismo moralmente utilizzabile, ma solo spogliando l'universo della pietà.

Tuttavia, Epicuro fu indispensabile per la sopravvivenza dell'eredità di Democrito. Dimostrò che l'atomismo poteva essere più di una teoria fisica; poteva diventare uno stile di vita, una disciplina nella gestione della paura e un programma per la serenità. Facendo ciò, cambiò per sempre la temperatura emotiva del materialismo.

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