Problema di Gettier
Nel 1963, Edmund Gettier dimostrò che una persona può avere una credenza che è giustificata e vera eppure non riuscire a sapere — e in questo modo, trasformò una definizione ordinata della conoscenza in una delle crisi più durature dell'epistemologia.

Quick Facts
- Period
- 1963 – 1963
- Region
- Americas
- Key Figures
- Alvin Goldman, Bertrand Russell, Edmund L. Gettier +2 more
Key Figures
Alvin Goldman
Successor
Rutgers University / epistemologyAlvin Goldman è uno dei grandi costruttori del panorama post-Gettier. Dove Gettier ha offerto uno shock diagnostico, Gol...
Bertrand Russell
Interlocutor
Analytic philosophy / theory of knowledgeBertrand Russell ha dato alla filosofia analitica il suo volto pubblico: brillante, combattivo, tecnicamente dotato e im...
Edmund L. Gettier
Originator
Wayne State University / analytic epistemologyEdmund Gettier è uno di quei rari filosofi la cui fama si basa su un articolo così breve da poter essere letto in un’uni...
Linda Zagzebski
Critic / successor
Virtue epistemology / University of OklahomaLinda Zagzebski è una delle filosofi che ha mostrato più chiaramente che il problema di Gettier non è un ostacolo tempor...
Robert Nozick
Successor
Harvard University / political philosophy and epistemologyRobert Nozick occupa uno stile filosofico diverso da quello di Ayn Rand, ma è centrale per il suo lascito perché ha cont...
The Story
This narrative combines documented history with dramatized scenes for storytelling purposes.
Il Mondo Che Lo Ha Creato
Entro la metà del ventesimo secolo, l'epistemologia aveva acquisito un certo senso di ordine. I filosofi volevano non solo affermare che la conoscenza fosse uno...
L'Idea Centrale
La mossa centrale di Gettier era semplice nel suo schema e devastante nel suo effetto: si chiese se la credenza vera giustificata fosse sufficiente per la conos...
Il Sistema
Una volta posto il problema di Gettier, divenne subito chiaro che non si trattava di un'unica obiezione, ma di una macchina per generarle. I filosofi cominciaro...
Tensioni e Critiche
La critica più ovvia alla sfida di Gettier è che potrebbe dimostrarsi eccessiva. Se ogni analisi della conoscenza può essere minacciata da un caso progettato co...
Eredità e Echi
L'eredità del problema di Gettier è insolita perché è sia specifica che universale. Specifica, perché riguarda un'analisi classica della conoscenza e il fallime...
Timeline
Gettier pubblica la sfida
**1963** — Il breve saggio di Edmund Gettier "È la credenza vera giustificata conoscenza?" appare in Analysis e presenta i due controesempi canonici che trasformano l'epistemologia. Il saggio dimostra che la credenza vera giustificata può non essere conoscenza perché la verità può essere ottenuta per caso piuttosto che attraverso una connessione epistemicamente appropriata.
Le lezioni di J. L. Austin sul senso e la conoscenza circolano
**1956** — Le discussioni postume di Austin sul linguaggio ordinario e sulla conoscenza aiutano a definire il contesto filosofico nel quale le analisi della conoscenza venivano messe alla prova. Il suo accento su come utilizziamo effettivamente i termini epistemici ha affinato l'ambiente in cui una definizione poteva successivamente essere contestata.
La formula della credenza vera giustificata è destabilizzata
**1963** — I filosofi riconoscono rapidamente che i casi di Gettier minano l'assunzione diffusa che la conoscenza possa essere analizzata come credenza vera giustificata. La sfida diventa un punto di riferimento centrale nell'epistemologia analitica e un test per tutte le teorie successive.
I resoconti causali iniziano a emergere
**1967** — Alvin Goldman e altri avanzano approcci causali alla conoscenza che cercano di bloccare la fortuna in stile Gettier richiedendo una connessione appropriata tra fatto e credenza. Queste proposte spostano il dibattito dalla giustificazione interna alla relazione tra un conoscitore e il mondo.
Il reliabilismo diventa una risposta principale
**1975** — Il programma affidabilista di Goldman si sviluppa in una delle teorie post-Gettier più influenti, trattando i processi di formazione delle credenze affidabili come centrali per la conoscenza. L'attenzione si sposta da credenze vere isolate a metodi cognitivi stabili.
La teoria della sensibilità di Nozick offre una riparazione modale.
**1981** — In *Spiegazioni Filosofiche*, Robert Nozick propone che la conoscenza richiede sensibilità alla verità attraverso possibilità vicine. La spiegazione è concepita in parte per spiegare perché i casi di Gettier falliscono e intensifica l'uso del ragionamento sui mondi possibili in epistemologia.
L'epistemologia della virtù prende forma
**1986** — Filosofi come Ernest Sosa e, in seguito, Linda Zagzebski propongono una concezione della conoscenza come credenza vera derivante da competenza intellettuale. Questo approccio riformula il problema di Gettier come una questione di credito epistemico e realizzazione cognitiva.
I casi delle stalle false affinano la fortuna ambientale
**1994** — Esempi che coinvolgono stalle false e ambienti ingannevoli diventano ampiamente discussi nella letteratura. Essi dimostrano che anche una percezione apparentemente buona può non raggiungere la conoscenza quando l'ambiente è saturo di errori vicini.
La filosofia sperimentale interroga la stabilità dell'intuizione.
**2001** — I filosofi sperimentali iniziano a testare se i parlanti ordinari condividano le stesse intuizioni sui casi di Gettier che l'epistemologia tradizionale presume. Il loro lavoro non elimina il problema, ma complica lo status evidenziale delle intuizioni che lo circondano.
La fortuna in stile Gettier entra nei dibattiti sull'IA e sulla statistica
**2013** — Le discussioni sull'accuratezza algoritmica, sulle correlazioni spurie e sulla robustezza dei modelli risuonano sempre più con la distinzione di Gettier tra output corretto e vera conoscenza. Il problema diventa nuovamente rilevante nell'epistemologia applicata e nella filosofia della tecnologia.
La conoscenza e la fortuna epistemica rimangono centrali nell'epistemologia contemporanea.
**2020** — I dibattiti attuali continuano a ruotare attorno a sicurezza, virtù, affidabilità, testimonianza e ai limiti dell'analisi. Il problema di Gettier rimane un punto di riferimento rispetto al quale qualsiasi teoria della conoscenza deve essere testata.
Il problema persiste come uno standard vivo nella filosofia della conoscenza.
**2024** — L'insegnamento recente, la ricerca e l'indagine legata all'IA continuano a utilizzare i casi di Gettier come punto di partenza per comprendere cosa sia la conoscenza e perché la fortuna sia importante. Il problema è ora meno un enigma risolto che una presenza permanente nell'autocomprensione dell'epistemologia.
Sources
- primary_textGettier, Edmund L. (1963). 'Is Justified True Belief Knowledge?'
The original paper that introduced the problem.
- reference_articleStanford Encyclopedia of Philosophy: 'The Analysis of Knowledge'
Standard overview of the tradition and the Gettier challenge.
- reference_articleStanford Encyclopedia of Philosophy: 'Epistemic Luck'
Excellent discussion of luck-based objections and related theories.
- reference_articleInternet Encyclopedia of Philosophy: 'The Analysis of Knowledge'
Accessible scholarly overview of justified true belief and Gettier cases.
- primary_textGoldman, Alvin I. (1967). 'A Causal Theory of Knowing.'
Classic early response to Gettier-style counterexamples.
- primary_textGoldman, Alvin I. (1976). 'Discrimination and Perceptual Knowledge.'
Influential development of externalist responses to epistemic luck.
- primary_textNozick, Robert (1981). Philosophical Explanations.
Contains the sensitivity theory of knowledge.
- scholarly_bookZagzebski, Linda (1996). Virtues of the Mind.
Major virtue-epistemological response to the Gettier problem.
- scholarly_bookPritchard, Duncan (2005). Epistemic Luck.
Important monograph on luck, knowledge, and anti-luck conditions.
- scholarly_bookMoser, Paul K. (ed.) (2002). The Oxford Handbook of Epistemology.
Broad scholarly context for post-Gettier epistemology.
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