Plato
-427 - -347
Platone è importante per Al-Farabi non solo come autore della Repubblica, ma anche come filosofo dell'anima ordinata e della città ordinata. Nella tradizione filosofica araba, Platone e Aristotele venivano spesso letti insieme attraverso lenti armonizzanti, e Al-Farabi appartiene alla linea di pensatori che cercarono di dimostrare che le apparenti differenze tra di loro potessero essere riconciliate a un livello più profondo. Questa armonizzazione non era meramente accademica. Era una strategia morale e politica. Farabi aveva bisogno di una filosofia in cui la ragione potesse governare senza umiliare la religione, e in cui la religione potesse educare i molti senza rinunciare alle pretese di verità. Platone gli offrì un modello di disciplina intellettuale che poteva essere tradotto in un contesto islamico.
Ciò che attirò Al-Farabi verso Platone non fu semplicemente l'ammirazione per un antico maestro, ma un'ansia condivisa: come può un essere umano, distratto dall'appetito e da scopi divisi, essere reso idoneo alla giustizia? La Repubblica gli fornì un'architettura per questo problema. L'anima di Platone non è un contenitore neutro; è un campo di battaglia. Lo stesso vale per la città. Al-Farabi assorbì questa intuizione e la rese centrale nel suo pensiero politico. Egli considera la società come uno strumento morale, qualcosa che può sia affilare che deformare la vita interiore. L'ordine pubblico, nelle sue mani, non è solo una questione di amministrazione. È una tecnologia del carattere.
L'immagine del filosofo-governante della Repubblica lascia una forte traccia nella città ideale di Al-Farabi, ma egli la rielabora attraverso un quadro islamico e profetico. Dove Platone offre allegoria, Al-Farabi offre una teoria dell'immaginazione; dove Platone mette in scena la dialettica tra interlocutori d'élite, Al-Farabi si chiede come un'intera comunità possa essere educata attraverso simbolo e legge. Questo spostamento rivela sia la sua originalità che il suo disagio. Era troppo realista per immaginare che la maggior parte delle persone vivesse solo di dimostrazione. Comprendeva che i cittadini sono mossi da immagini, storie, rituali e autorità. Tuttavia, questa intuizione pragmatica espone anche un paternalismo al cuore del suo progetto: i saggi devono plasmare i molti, anche se i molti non sanno mai completamente che la plasmatura sta avvenendo.
Questa è la contraddizione nell'uso che Al-Farabi fa di Platone. Egli loda l'eccellenza razionale, ma non si fida della vita civica ordinaria per produrla senza aiuto. Eleva la filosofia, eppure spesso tratta la politica come un compromesso necessario con la limitazione umana. La città ideale è una visione di perfezione, ma porta anche un'ammissione implicita che tale perfezione potrebbe essere irraggiungibile nella pratica. Questa tensione conferisce al suo pensiero sia grandezza che freddezza.
L'influenza di Platone appare anche nella serietà con cui Al-Farabi tratta la relazione tra giustizia e felicità. La politica non riguarda solo la prevenzione dei conflitti. Riguarda la formazione di un'anima idonea al bene. L'attrazione di Platone per Farabi è proprio questa insistenza sul fatto che ordine pubblico ed eccellenza morale non possano essere separati. Ma il costo di tale convinzione è severo. Se una città è giudicata da quanto bene produce virtù, allora coloro che non si conformano sono facilmente trattati come sintomi piuttosto che come persone. I molti diventano materiali per un disegno etico. Anche quando Al-Farabi mira al fiorire umano, il suo sistema rischia di restringere lo spazio per vite plurali.
Allo stesso tempo, Platone è una delle ragioni per cui Al-Farabi può essere visto sia come utopico che esigente. L'idealismo della Repubblica incoraggia il sogno di una città governata dalla saggezza, ma solleva anche il sospetto duraturo che i filosofi potrebbero non appartenere al potere. Al-Farabi eredita sia l'aspirazione che il pericolo. La sua giustificazione più profonda è che senza anime ordinate non può esserci una città giusta; la sua vulnerabilità più profonda è che la ricerca dell'ordine può indurire in controllo. In questo senso, Platone non è solo una delle molte fonti per Al-Farabi. È lo specchio in cui Farabi vede sia la nobiltà della filosofia sia la sua tentazione di governare ciò che non può comprendere pienamente.
Philosophies
Al-Farabi
Interlocutor
PhilosopherAristotelismo
Interlocutor
School or MovementAristotele
Interlocutor
PhilosopherBellezza
Originator
Concept or Thought ExperimentEssere
Interlocutor
Concept or Thought ExperimentDemocrito
Critic
PhilosopherDiogene
Interlocutor
PhilosopherEudaimonia
Interlocutor
Concept or Thought ExperimentFriedrich Nietzsche
Interlocutor
PhilosopherEudonismo
Critic
Concept or Thought ExperimentEraclito
Interlocutor
PhilosopherRegressione Infinita
Interlocutor/Originator
Concept or Thought ExperimentGiustizia
Originator
Concept or Thought ExperimentConoscenza
Originator
Concept or Thought ExperimentParadosso della Tolleranza
Predecessor/Interlocutor
Concept or Thought ExperimentParmenide
Successor
PhilosopherPlatone
Originator
PhilosopherLa Caverna di Platone
Originator
Concept or Thought ExperimentPlatonismo
Originator
School or MovementPitagora
Successor
PhilosopherRealtà
Originator
Concept or Thought ExperimentAnello di Gige
Originator
Concept or Thought ExperimentIpotesi della Simulazione
Interlocutor
Concept or Thought ExperimentSocrate
Successor
PhilosopherTeleologia
Predecessor
Concept or Thought ExperimentVirtù
Proponent
Concept or Thought ExperimentEtica della virtù
Interlocutor
School or MovementSaggezza
Proponent
Concept or Thought Experiment